Gli animali e la cultura cattolica

dalla Genesi 1,26-28

” Dio creò l’uomo …. li benedisse e disse loro:  Siate fecondi e moltiplicatevi…riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra..”

La visione antropocentrica, che colloca la specie umana al centro del mondo, avallata da una cultura cattolica che, invece di rifarsi a menti illuminate come quelle di S. Francesco che predicava l’armonia con la natura tutta, spesso, troppo spesso, prende spunto da questi passi della genesi.
E quando sento dire di preti che celebrano messe propiziatorie per i cacciatore nel periodo di apertura della stagione venatoria (ebbene sì succede anche questo!!) mi viene in mente San Francesco che chiamava tutte le creature fratello e sorella, mentre l’angelico parroco benedice gli  sterminatori di animali,  l’assassino delle tortore e dei merli del mio giardino che allietano le mie giornate con i loro canti, benedice i massacratori dei piccoli di cinghiale, o delle volpi quando ancora i loro cuccioli hanno bisogno di loro per sopravvivere, condannandoli a morte sicura, benedice coloro che distruggono per il gusto di uccidere. E LA CHIESA NON HA MAI SPESO UNA PAROLA A FAVORE di quei fagiani o lepri che vengono allevati in gabbie, per poi essere scaraventati, spaventati, indifesi e spaesati, nelle campagne dove cacciatori armati come Rambo li usano sadicamente per puro divertimento come bersagli .
E quando durante le mie passeggiate lungo il mio fiume, mi capita di trovare garzette con le ali ferite da colpi di arma di fuoco, o vedere animali vivi ingabbiati, costretti a richiamare i propri simili da uccidere a doppiettate, non posso non inorridire, e se andiamo poi ad indagare su che cosa i cacciatori si sentano liberi di fare per aumentare “l’efficienza” dei loro richiami è evidente che una persona con una “normale” sensibilità, non può che aborrire una tale mancanza di rispetto dei diritti fondamentali di un essere vivente: animali trattati senza alcun rispetto per la loro natura, denutriti, lasciati in gabbie semisommerse in stagni e guazzi che spesso ghiacciano o peggio costretti a stare legati a nuotare in mezzo ad un lago con le zampe zavorrate per non alzarsi in volo, uccelli tenuti artificialmente al buio per settimane o addirittura  accecati per farli cantare di più. E LA CHIESA NON HA MAI SPESO UNA PAROLA A FAVORE!
E  quando ogni anno con l’avvicinarsi delle festività pasquali si è costretti a d assistere all’uccisione di migliaia di “neonati” di pecora che ancora succhiano il latte dalla mamma, sacrificati in nome di una tradizione che li vede vittime di sontuosi pasti organizzati per celebrare la resurrezione del Cristo,  i fedeli se ne stanno beatamente in chiesa a recitare “ l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo…”
E di peccati la chiesa  ne ha commessi veramente tanti! Non posso pensare che una religione così antropocentrica possa sopravvivere al prossimo millennio!  Mi auspico che un giorno la chiesa chiederà perdono agli animali, o sarà  questo millennio a non perdonare la Chiesa.


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